La città

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Bagnata dall’Adriatico e baciata dal Sole che ne rende piacevole il clima, la città di Molfetta si estende esattamente a metà tra le vicine Bari e Barletta.Con i primi insediamenti risalenti alla preistoria presso la vicina dolina di natura carsica, “Pulo”, la città racchiude in se un concentrato di storia e di cultura di millenni. Con il favore di ricche distese di ulivi e vigne, oltre che di un mare sempre generoso, il territorio ha visto un susseguirsi di culture e di domini che si sono alternati nei secoli, seppur risulta alquanto difficile se non impossibile, riuscire a datare la fondazione di Molfetta. Con certezza si può però affermare, che già i romani abitavano la zona, specialmente la penisola di S. Andrea dove si sviluppò il primo nucleo abitativo, penisola che ai giorni d’oggi corrisponde al centro storico e che è ormai definitivamente diventato un tutt’uno con la città.

Il primo documento ufficiale che cita la città risale al 925. Questo documento certifica l’esistenza di una civitas, denominata Melfi, situata su di un’isola chiamata appunto Sant’Andrea. L’antico villaggio di pescatori si sviluppò ulteriormente sotto il dominio bizantino e fu successivamente conquistato dai Longobardi, che l’annessero al Ducato di Benevento. La città fu ripetutamente assaltata dai Saraceni, ma resistette, grazie anche alle mura di cui si era, nel frattempo, munita riuscendo a divenire un piccolo porto indipendente.

La conquista del sud Italia da parte dei normanni coinvolse ovviamente anche Molfetta che in questo periodo crebbe notevolmente, divenendo importante porto di imbarco verso la Terra Santa per le crociate del XI-XII sec. Testimonianza ne è l’Ospedaletto dei Crociati, tutt’ora ubicato nei pressi della basilica pontificia della Madonna dei Martiri, divenendo meta fissa per tutti i pellegrini che partivano per il vicino oriente, oltre che centro di vera e propria assistenza medica per i crociati.
Tra questi, risalta la figura di Corrado di Baviera, divenuto poi santo patrono della città.297938_219620501432022_100001522212591_612870_1601076555_n

Dopo essere divenuta sede vescovile, la caduta del regno normanno-svevo, portò ricadute negativa anche su Molfetta che dovette subire vari attacchi che culminarono nel sacco della città  da parte dei francesi nel 1529 che segnò la ricostruzione della città per decenni. A questo periodo, risalgono le decine di torri di avvistamento sparse lungo l’agro molfettese, alcune in fase di rivalutazione storica.
Dopo un avvicendamento di potere tra francesi ed austriaci, anche Molfetta partecipò al processo che portò all’unione d’Italia, per poi vivere tutti gli avvenimenti che hanno segnato il nostro Paese.
Oggi la città rivive un nuovo sviluppo edilizio con la formazione di nuovi quartieri oltre che un grande salto industriale con la zona A.S.I. che ha creato centinaia di posti di lavoro, collocando la zona industriale di Molfetta, tra le più frequentate dai pugliesi.
Seppur la prima vocazione della città è ancora legata al mare, notevole sviluppo ha avuto il commercio e la nascita di numerose piccole-medie imprese che stanno man mano rimpiazzando l’attività peschereccia della città che durante gli anni ’70 del XX secolo, ha visto Molfetta, vantare una delle flotte marittime più grandi dell’Adriatico.

Molti i luoghi d’interesse, come il Duomo situato nel centro storico, datato tra 1500 e 1200, divenendo un caso unico di romanico-pugliese, grazie anche all’insolito numero di torri campanili: due. Ma numerose sono le chiese storiche della città, come quella di S. Bernardino e di Santo Stefano, oltre che la maestosa Cattedrale di tardo 1600.
Tradizioni secolari e cucina tipicamente a base di pesce del luogo, sono i caratteri dell’odierno turismo che sta interessando la città, oltre la costruzione del porto nCattedrale_di_Molfettauovo, struttura che rilancerà l’importante posizione nell’Adriatico della città.
Tra i molfettesi che hanno onorato la città, arrivando a farsi conoscere positivamente in tutta Italia, ricordiamo nell’ambito artistico-culturale: Gaetano Salvemini, importante politico del primo dopoguerra, oppositore al regime fascista, Giulio Cozzoli che con la sue opere scultoree s’è fatto conoscere in tutta la nazione e Corrado Giaquinto che ha dipinto numerose tele di notevole fattura.

Nell’ambito culturale invece, impossibile non citare il maestra Riccardo Muti, a cui Molfetta ha dato i natali, o l’artista Michele Salvemeni in arte Caparezza. In ambito sportivo, si sono fatti conoscere Gaetano Salvemini, giocatore e poi allenatore dell’A.S. Bari, ed i due fratelli Ayroldi, Stefano e Nicola, importanti arbitri di calcio di questo periodo.
La città quindi seppur “incastrata” tra numerose notevoli realtà pugliesi, è riuscita e riesce a guadagnarsi una felice nomea a livello nazionale, proiettandosi verso il XXI secolo con la massima serenità ed audacia che ha sempre caratterizzato i molfettesi.