La storia

“La storia della sezione A.I.A. Molfetta.”

Fondata nel 1934

 

ElencoSeppur non era ancora presente nessun punto di riferimento a Molfetta, già negli anni ’30 un gruppo di spensierati ragazzi si avvicinò all’attività arbitrale presso la già esistente sezione di Bari. Nell’estate del ’32 infatti 12 futuri arbitri provenienti dall’interland molfettese, iniziarono il corso, per essere poi tutti promossi nel ’33. Ed è da questa data che inizia a prendere forma quella che diverrà poi la futura sezione di Molfetta. Con il Comunicato n.9 del 26 maggio 1933, fu istituito il Sottogruppo Arbitri facente capo al gruppo di Bari, intitolato a Paolo Poli, grande pioniere dello sport locale, caduto nella Grande Guerra, con presidente Luigi Bellifemine. Su proposta dello stesso Bellifemine, nel 1934, grazie anche al parere favorevole dell’allora C.I.T.A. (Comitato Italiano Tecnico Arbitrale), per l’ottimo lavoro svolto, il Sottogruppo fu elevato a Gruppo, sancendo di fatto la nascita della Sezione di Molfetta, che si stacco quindi definitivamente dal Gruppo di Bari, seppur risulta impossibile recuperare un atto di fondazione della stessa. Ma possiamo comunque, considerare quindi il 1934 come data valida, per la fondazione della Sezione A.I.A. molfettese, in quanto la “Relazione morale e finanziaria” del 30 giugno 1936, inizia proprio con: “Questo Gruppo, nel suo secondo anno di vita (…) ha potuto esplicare una più intensa e profiqua attività”. Nel ’38 si svolse il primo corso arbitri della neonata sezione, di cui nel frattempo era diventato presidente Nicola Poli, poiché il collega Bellifemine era stato promosso a disposizione del C.I.T.A., il che gli permise di affacciarsi per la prima volta ai massimi campionati nazionali.

Intanto continuarono ad avvicinarsi nuovi associati fino ad arrivare al triste scoppio della 2° guerra mondiale che costrinse numerosi colleghi a lasc
iare la divisa arbitrale per quella militare. Di profonda umanità è intrinseca infatti la “Relazione morale” della stagione ’43 – ’44 redatta dal Comm. Straor. Vito de Candia che scriveva quindi: “…i disastrosi avvenimenti hanno portato allo scompiglio della ben salda compagine di questo gruppo”. Sempre da questa relazione si evince poi come la sede fu occupata dalle forze armate italiane, impedendo di avere una sede indipendente, tant’è, scrive il commissario de Candia “…fui costretto a trasferire in via provvisoria in casa mia la sede del grfondatoriuppo” a dimostrazione del forte attaccamento all’Associazione dei membri molfettesi. Tra 30 arbitri iscritti al Gruppo, solo 7 non furono chiamati alle armi, e furono esentati dal pagamento delle quote sezionali, viste le ristrettezze economiche. Ma in quei periodi bui, de Candia vede comunque una speranza. Scrive infatti: “Ritengo utile dire che continuiamo a sperare di svolgere il prossimo anno un’ottima attività a fianco dei colleghi pugliesi”. Speranza che non fu tradita. Con il graduale ritorno alla normalità, la sezione raddoppiò il proprio numero di associati fino a contarne nel ’48 ben 51, con la promozione dei colleghi C. La Gioia, N. Caputi s. e N. Jovino alla CAN dirigendo gare di C e B, mentre A. Bini, M. Boffoli e F. Giancaspro furonono promossi all’Interregionale. E fu proprio il ’48 a segnare l’inizio di una tradizione che la sez. di Molfetta mantiene viva tutt’ora, ovvero quella di riuscire ad affermare propri associati nelle massime categorie nazionali. P. Gialluisi, M. Zaza, N. Caputi j., M. Minervini, P. de Pietro, F. Giancaspro, P. de Trizio, B. Baldini e M. de Nichilo, furono tutti gli altri associati, molfettesi ma originari anche dei paesi limitrofi, che fino al 1975 si avvicendarono presso le categorie nazionali. Intanto la sezione, come tutta la società dell’epoca, andava vivendo un profondo rinnovamento con l’immissione di nuovi arbitri, spinti da profonda passione e da grande entusiasmo. Valori che hanno spinto la sezione fino al brillante periodo che vive tutt’ora grazie all’impegno e sudore dei suoi associati, come Nicola Ayroldi, che è il primo arbitro molfettese ad arrivare in Serie A, seguito subito dal fratello Stefano, tutt’ora operante ai massimi livelli nazionali ed internazionali. Ma con loro e prima di loro, Rosario Carlucci, Tommaso Regina, Onofrio Fiore e Francesco Altomare sono tutti gli altri colleghi arrivati alla Can A e B, frutto del proprio lavoro e del forte attaccamento dei presidenti di sezione dell’ultimo ventennio che hanno dedicato sacrificio e grande passione specialmente nel lavoro con i più giovani. In ordine sono Martire Boffoli (’68-’86), già sindaco di Molfetta, prof. Mauro Minervini (’86-’92), nonché successivo presidente C.R.A. , l’ing. Francesco Giancaspro (’92-’98) ed i
nfine il dott. Antonio de Leo, attuale presidente dal 1998. Sono quindi passati 75 anni da quel ormai lontano 1934, ma la voglia di fare gruppo, di raggiungere uniti gli obiettivi più alti, e di crescere assieme, non è mai cambiata, divenendo anzi, caratteristica principale di una sezione che nonostante l’età, è sempre in fermento.